Dai versi di Blake a Spotify: l’EP dei “Deat Poets Club” nato nel laboratorio con l’Università Bicocca

William Blake, Gabriele D’Annunzio, Rosalia de Castro e Catullo sbarcano su Spotify. A portarli è il collettivo “Dead Poets Club”, con il primo EP omonimo disponibile da ora su tutte le piattaforme digitali. Un progetto che unisce intelligenza artificiale, creatività umana e ricerca universitaria. I quattro brani sono nati come parte di un laboratorio sperimentale condiviso con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca – Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione – e con lo spin-off Whattadata.

Il fulcro è rimasto sempre e solo la creatività dei musicisti e dei compositori. L’intelligenza artificiale è intervenuta unicamente come supporto alla produzione artistica, anche attraverso l’utilizzo di cantanti virtuali. A ribadire il valore poetico al centro del progetto, i testi si basano su sette grandi poesie della tradizione letteraria mondiale.

In questo servizio di Jam Tv gli ideatori Giovanni Favero, Roberto Turatti – batterista, DJ e storico producer con oltre 140 evergreen all’attivo, considerato tra i padri dell’Italo disco – e Fulvio Muzio – compositore, chitarrista e tastierista dei Decibel, già autore di “Contessa” e “Lettera dal Duca”, oltre che medico con progetti in ambito psico-acustico – raccontano obiettivi e retroscena del progetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *